Essere contattati dalla London College of Fashion con l'inaspettata richiesta di apparire su un magazine strafigo che parla di cucina e che verrà distribuito in tutta la città di Londra..... e apparire così, sotto forma di fumetto-fotoromanzo, con questa ricetta per stomaci coraggiosi simpaticamente definita "la frittata del doposbronza"..... che emozione!
Il progetto è carinissimo e io sono l'unica fuorisede a parteciparvi, perchè si, perchè Santa Parmigiana è piaciuto.... che bello!Spero davvero di partecipare anche ai prossimi numeri :)
Intanto vediamo questa frittatona mostruooooosa di cos'è composta, come e perchè. Ovviamente la possono mangiare anche gli astemi!
FRITTATA DEL DOPOSBRONZA CON PORRI E MOZZARELLA
difficoltà: facile nonostante il mal di testa
tempo: 20 minuti nonostante la difficoltà di coordinazione
per 4 reduci da una festa pazzesca
mi occorre:
-6 uova
-un porro
-una mozzarella da 125 grammi
-30 grammi di parmigiano grattugiato
-sale e pepe
-un bicchierino da liquore di latte
-olio extravergine o burro
strumenti:
-una ciotola
-tagliere e coltello da cucina
-una forchetta
-una padella antiaderente da 22 cm di diametro e il relativo coperchio.
Innanzitutto non perdetevi d'animo: il doposbronza prima o poi finirà e gli operai usciranno dal vostro cervello portandosi via quel maledetto martello pneumatico. Se ancora non avete ingurgitato 2 aspirine effervescenti sappiate che sono miracolose, ma non sono un medico e mi autosollevo da qualsiasi responsabilità per avervelo consigliato.
Rompete le uova nella ciotola e aggiungete il parmigiano, il latte, un mezzo cucchiaino di sale e il pepe a piacimento. Poi pulite il porro dalle foglie esterne e dalle parti più verdi (ce la farete) e tagliatelo a rondelle, friggetelo in un cucchiaio d'olio a fuoco medio e quando è cotto versatelo nelle uova, aggiungendo la mozzarella fatta a cubetti. Ributtate il composto nella padella (non avete spento il fuoco, vero?) e cuocete a fuoco medio basso con il coperchio per circa 8 minuti. Quando anche l'uovo nella parte superiore non è più liquido potete cimentarvi nel rigiro della frittata, aiutandovi magari col coperchio. Se il sol pensiero vi atterrisce, ve la potete mangiare anche così,che non è grave. Certo che un minutino a dorare dall'atro lato la renderebbe perfetta. Buon appetito e bevete con moderazione!!!!!!!
lunedì 14 maggio 2012
mercoledì 9 maggio 2012
MAI DIRE QUICHE
Io oooooooooodio le quiches! Nel corso degli anni me ne hanno propinate di orripilanti, scialbe, insipide, troppo salate, insulse frittate condite di avanzi tristi e racchiuse in pasta sfoglia molliccia.
Quando mi si parla di torta salata mi si accappona la pelle ma poi...poi...beh, a molti piace. De gustibus disputandum non est, quindi, cimentiamoci in questa benedetta quiche.
Che per farla Lorraine, cioè imbuttunata di pancetta, insomma...non siamo proprio in stagione dai, se magari in qualche maniera ci possiamo ancora insinuare nella latitudine-longitudine.
Quindi.... pasquetta da amici carissimi e meravigliosi.... portiamo questa torta salata.
Che poi a me la Pasqua fa subito pensare a 4 cose da mettere in pentola: i carciofi, le uova, i salumi, le fave.... in seconda battuta ne ho mille altre. Quindi, torta salata, ovvero quiche, ovvero carciofi, ovvero carciofini sott'olio fatti in casa........beh, il risultato è stato tanto amato da diventare un must di questa primavera e addirittura una videoricetta! vediamolo:
QUICHE CON CARCIOFINI, GOUDA E SALAME
difficoltà: facile
tempo: 15 minuti più 30 di cottura
per una torta di 22 cm di diametro circa
mi occorre:
-2 uova
-300 grammi di carciofini sott'olio
-75 grammi di salame
-100 grammi di formaggio gouda o asiago o simile
-400 grammi di formaggio fresco tipo filadelfia
-sale e pepe
-un rotolo di pasta brisèe o pasta brisèe manufatta che è un attimo
Accendete il forno a 180 gradi. In una bella ciotola mescolate con una forchetta le uova e il formaggio con un pizzicotto di sale e una macinata di pepe finchè il composto non è omogeneo. Tagliate i carciofini in spicchi se non sono già così, il formaggio a cubetti e il salame a fettine sottili fatte poi a metà. Aggiungete il tutto all'impasto e mescolate bene. Ricoprite lo stampo con la pasta brisèe (la volete fare? mettete nel mixer 250 gr di farina bianca; 125 gr di burro morbido ma non troppo,1 pizzico di sale, 1 rosso d’uovo e un bicchiere di acqua fredda e mandate a velocità finchè non si forma una palla un po' sbrisolona. Lavoratela a mano un altro po' e poi stendetela nella teglia che avrete ricoperto di carta da forno bagnata e strizzata. Voilà!!!), versateci il composto e ripiegate i bordi della pasta verso l'interno.
Cuocete circa 30 minuti!!!!! Ovviamente, va da sè, la base di uova e filadelfia la potete accoppiare con qualsiasi zucchina, cipolla, prosciutto, spinacio che vi passi per la testa.
venerdì 4 maggio 2012
E LA PENTOLA A PRESSIONE???
Ho la pentola a pressione da 18 mesi. Ci sono voluti quindi 32 anni di vita prima che mi passasse quel terrore incontrollabile che provavo da piccolina al fischio della pentola assassina, stesso terrore che ho riconosciuto negli occhi della mia neonata figlia quest'anno. Il primogenito si è scampato la tortura....ma anche a 11 anni non ne è immune, e i rumori sospetti di treno a vapore che provengono spesso dalla cucina lo lasciano a dir poco perplesso.
Però, però, però....la mia mamma mi ha regalato la pentola a pressione per Natale, quando ero incinta, prevedendo che avrei avuto poco tempo per cucinare.
Errato, il tempo ce l'ho, o lo trovo, ma mi sono comunque innamorata dell'attrezzo in quanto:
1)cuoce in un quarto del tempo e quindi la bolletta è felice (io di più)
2)la carne e i legumi si cuociono divinamente, la carne in particolare si scioglie in bocca quindi...grazie mamma!
Venendo al piatto che presento oggi, la sua storia è lunga e vedrò di riassumervela: quando avevo 17 anni ero in Costarica e cucinarono per me questo lesso di manzo che poi venne sfilacciato, ripassato al sugo con spezie e servito con tortillas o riso. Venne chiamato Carnitas Mexicanas, messicano non so quanto, ma mi piacque molto, insieme ai molto più sfacciati Chicharrones, costine di maiale o manzo fritte nel loro stesso grasso.
Non avendo io voglia di fare il brodo...vediamo come ho massacrato ste carnitas, stravolgendole a modo mio:
CARNITAS MEXICANAS DI SILVIA SVOGLIATA
difficoltà: mediofacile
tempo: 2 ore con calma
per 4 persone
mi occorre:
-700 grammi di manzo da spezzatino scelto (cioè non grassissimo)
-una latta di polpa di pomodoro da 400 ml
-una latta di ceci lessati o ceci lessati in casa che è meglio ma più faticoso
-una bella cipollona dorata
-un cucchiaio di concentrato di pomodoro
-un cucchiaio di zucchero di canna
-un cucchiaino di cannella
-un cucchiaino di coriandolo
-un cucchiaio di paprika dolce
-un cucchiaino di pimento o peperoncino secondo gusto e sopportazione
-olio extravergine, sale, aglio 2 spicchi, vino bianco mezzo bicchiere, alloro 2 foglie
strumenti:
-pentola a pressione
-tagliere e coltello da cucina
Allora..... tagliate la cipolla a fettine sottili e mettetela in pentola a pressione con 3 cucciai d'olio extravergine e un pizzico di sale e soffriggetela bene per circa 5 minuti a fuoco medio, mescolando. Aggiungete la carne, le spezie , l'aglio in spicchi sbucciati e l'alloroe rosolate per 2 minuti.
Sfumate con il vino bianco e dopo un minuto, quando è evaporato, aggiungete il pomodoro, lo zucchero e un bicchiere pieno d'acqua (o usate come misurino la lattina).
Chiudete la pentola e fate cuocere un'ora a fuoco basso da quando va in pressione. Dopo un'ora spegnete il fuoco, sfiatate, e controllate il contenuto. La carne dovrà essere morbidissima e sfilacciarsi tutta mentre mescolate. Continuate la cottura a pentola aperta aggiungendo il sale (un pizzicotto?), i ceci e mescolando ogni tanto, finchè il sugo non si è tirato ben bene e la carne è completamente destrutturata.
Assaggiate: va bene di sapore? spezie? Sale? Piccanza?
Ok, servite con riso lungo pilaf o bollito, oppure tortillas, oppure le venezuelanissime deliziose AREPAS, focaccine di mais bianco alla piastra.
venerdì 27 aprile 2012
CHE PROFUMO!!!
E' primavera e ad ogni passo, alla faccia dello smog, vengo letteralmente schiaffeggiata in pieno volto dal profumo penetrante degli alberi in fiore. MERAVIGLIA!!!! Ovvio, va da sè, che la prima cosa che mi passa per la testa è di metterli in pentola, quei fiori........ e dato che sono una lussuriosa, come non cadere nella trappola mortale della frittella?
Frittelle di fiori, e la vita ti sorride. Frittelle di fiori profumatissime e deliziose che ti impregnano la casa di un profumo di miele, invece che di puzza di fritto. Una poesia.
Frittelle non unte e facili da digerire. Valàààààààààà! No no, è vero. Il segreto sta nella pastella !!!
FRITTELLE DI FIORI D'ACACIA
difficoltà: facile
tempo: 20 minuti più il riposo della pastella
per 20 frittelle
mi occorre:
-20 fiori d'acacia, 20 grappolini per intenderci, sostituibili con fiori di sambuco o grappoli di glicine
-un uovo
-200 grammi circa di farina 00
-250 ml di vino bianco secco
-2 cucchiai di olio di semi
-zucchero a velo
-olio per friggere
Emulsionate in una ciotola l'uovo, la farina, il vino bianco e i due cucchiai d'olio fino ad ottenere una pastella liscia e degnamente densa. In caso contrario regolate adeguatamente il vino o la farina. Mettete in frigo a riposare per almeno un'ora.
Scrollate bene i fiori raccolti preferibilmente non a bordo tangenziale per sloggiare eventuali insetti. Fatemi il santo favore di non lavarli!
Scaldate bene l'olio profondo in una pentolina e friggetevi i fiori dopo averli immersi nella pastella tenendoli per il gambo, finchè non sono lievemente dorati. Saranno belli croccanti tipo tempura!
Adagiate i fiori fritti sulla carta assorbente e una volta finito di friggere cospargeteli di zucchero a velo e mangiateli caldi!!!!!!!!!!!!!!
sabato 14 aprile 2012
CARBONARI SI NASCE
Questa ricetta ormai ce l'abbiamo in tutte le salse: in video, come menù dell'esilarante puntata del programma "Putiferio in cucina" che mi vede ospite..... mancava solo l'esegesi scritta, ed eccola qua.
La carbonara è un must dei must dei must e sinceramente ne ho mangiate fin troppe di frittate gommose!
Questo è un piatto che appartiene alla categoria di quelli per cui ogni membro della famiglia ha la propria versione personale.... ma un punto deve rimanere ben fermo: l'uovo cremoso e non frittatizzato da maldestri tentativi di mescolare la pasta con un condimento fatto male.
La mia carbonara è frutto di anni di assaggi un po' in qua e un po' in là..... un riassunto di esperienze e sapori che incontra totalmente, finalmente, il mio gusto.
Vediamo se piace anche a voi?
LINGUINE ALLA SILVIA CARBONARA
tempo: 30 minuti
difficoltà: facilotta
per 4 persone
mi occorre:
-1 uovo intero e 4 tuorli freschi freschissimi
-300 grammi di guanciale a fettozze di mezzo centimetro di spessore o pancetta se il guanciale latita
-60 grammi di pecorino romano grattugiato
-500 grammi di linguine o altra pasta
-olio extravergine, sale e pepe
-latte un biccherino da liquore
-noce moscata
Mettete a bollire l'acqua in una bella pentolona e salatela. Nel frattempo scorporate i 4tuorli dagli albumi in una coppa molto capiente, unite l'uovo intero ed emulsionate ben bene con metà del pecorino grattugiato, il latte, 3 cucchiaiate di olio extravergine, pepe e noce moscata a piacere (una punta di cucchiaino?).
Tagliate il guanciale a striscioline sottili sottili (a julienne!!!) e soffriggetelo in una padella con un cucchiaino d'olio (si soffriggerà più facilmente, oppure fate scaldare la padella finchè non ustiona e buttateci il guanciale). Quando è croccante spegnete il fuoco. Cuocete la pasta. Nel frattempo mettete il guanciale, che avrà prodotto abbondante unto (che è fondamentale!!!) ormai tiepido nell'emulsione d'uovo e mescolate bene.
Quando la pasta è cotta scolatela e versatela nella coppa mescolando molto bene fino ad ottenere un risultato bene cremoso. Impiattate cospargendo con abbondante pecorino ed una bella grattatona di pepe.
P.S.: la carbonara si mangia accompagnata da un vino bianco ben fresco! Mi raccomando!!!!!!!
martedì 10 aprile 2012
SANTE IN VETRINA (CON TANTI DOLCETTI)
Sabato 7 aprile ero a Modena a fare la vetrina vivente. Che suona un po' come un presepe vivente, con la differenza che in scena c'ero io...ehm!
Mi sono presentata in questo bellissimo negozio di abbigliamento che si chiama "Intimo e Personale" con 60 cupcakes che avevo preparato la sera prima e nel corso della mattinata li ho decorati con un frosting e tanti confettini coloratissimi.
La food performance è stata un successo!
I dolcetti ancora di più... amati da grandi e piccini.
Quindi, non mi resta che spiegarvi come si fanno.
CUPCAKES DI SANTA PARMIGIANA
difficoltà: media
tempo: 40 minuti
per 12 dolcetti
mi occorre:
-120 grammi di burro morbido
-2 uova( 120 grammi)
-120 grammi di zucchero
-120 grammi di farina
-mezzo cucchiaino di lievito per dolci
-un pizzico di sale
-due cucchiai di limoncello
per la glassa:
-250 grammi di formaggio tipo filadelfia
-250 grammi di zucchero a velo
-120 grammi di burro
-confettini colorati a piacimento
strumenti:
-una ciotola
-una frusta
-stampo per muffini e pirottini di carta
-sac à poche
-una paletta leccapentola
Accendete il forno a 180 gradi. Mescolate con la frusta (o con il robot) il burro con lo zucchero finchè non diventa spumoso,aggiungete le uova incorporandole bene, il limoncello, la farina, il lievito e amalgamate finchè il composto non è omogeneo. Mettete i pirottini di carta nello stampo per muffins, riempiteli con l'impasto per 2 terzi e cuocete per circa 20 minuti.
Nel frattempo montate il burro con lo zucchero a velo e incorporate il filadelfia. Potete colorare questo frosting come vi pare con alcune gocce di colorante alimentare, o fare come me che l'ho lasciato bianco e ho usato i confettini colorati. Quando i cupcakes sfornati si saranno raffreddati bene, decorateli con la crema di formaggio aiutandovi con la sac à poche con il bocchettone a stella e cospargeteli di glitters (i confettini!!)
lunedì 2 aprile 2012
CON QUELLO CHE C'E' IN CASA
Accade che ti dicano che il pesce con la panna è buono e pensi che siano matti. Poi pensi al baccalà alla panna, alla tentazione di Jannson, a molti fish pie inglesi.... saran mica tutti fessi?
Eh no, che non sono fessi, perchè il pesce cotto con la panna è strepitoso.
Quindi, può capitare, in certe serate in cui non hai pensato a nulla per la cena, che ti guardi intorno, apri il frigo e la dispensa e...... ti si apre il cassettino della memoria del pesce con la panna. A me è successo pochi giorni fa, e ho infornato questo tortino di patate lesse, scamorza affumicata, pomodorini confit, tonno e semi di senape nera.
Inutile dire che..... era MERAVIGLIOSO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vediamo cosa ho combinato.
TORTINO DI PATATE CON TONNO, POMODORI CONFIT E SCAMORZA
difficoltà: media
tempo: un'ora circa più il tempo di preparazione dei confit (un'oretta) e la lessatura delle patate (in pentola a pressione 20 minuti)
per 4/6 persone
mi occorre:
-6 patate di Bologna DOP
-3 lattine piccole di tonno
-una decina di pomodori confit (tagliate a metà 10 ciliegini, conditeli con sale pepe origano aglio, zuccherateli e metteteli un'ora in forno a 150)
-125 ml di panna fresca
-50 grammi di scamorza affumicata
-un cucchiaino di semi di senape nera
-un cucchiaino raso di origano
-un bel cucciaio di pangrattato
-un paio di fiocchi di burro
-sale
Lessate le patate in acqua salata e appena sono maneggiabili sbucciatele e fatele a fette di un centimetro di spessore. In caso di patate farinose sbrisolone nessun problema, nessuno ci obbliga ad utilizzare fette perfettissime per questo tortino, possiamo pure fare strati con sbriciolame informe di patata, così come sbriciolame lo sarà il tonno, per solidarietà.
Quindi... imburrate una pirofila o una teglia da torta a bordi alti di 22 cm di diametro e stendete uno strato di patata, tonno una lattina,5 o 6 mezzi pomodori confit, sale( poco), una spolverata di semi di senape nera e origano e coprite con fette sottili di scamorza.
Ripetete fino a esaurimento ingredienti, coprite con un'ultimo strato di patata, spolverate di pangrattato e versate la panna. In forno con grill a 180 gradi per 15/20 minuti!
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