domenica 8 novembre 2015

ISOLE FIJI: KOKODA



Giunta alla fine del mio viaggio virtuale alle isole fiji, tanto ho studiato e poco ho trovato fra le ricette di questo luogo meraviglioso che non subisse influenze indiane troppo marcate per farmi scegliere di cucinare uno di quei piatti,avendo in realtà l'intento di scovare qualcosa di tipico fijiano.
Qualcosa da atollo, insomma. Ho quindi optato per il Kokoda, che è diffuso anche alle Samoa, ma che comunque mi risveglia nella mente immagini di paradisi tropicali e palme da cocco. 
Fra le miriadi di marinature di pesce in cui sono incappata nella vita, dal Perù al Messico all'Italia stessa, al Nord Europa, la Russia, il Giappone e così via all'infinito, mai avevo trovato il latte di cocco tra gli ingredienti: eccolo, l'atollo tropicale. 
Così e solo così avrei potuto immaginarmi una ricetta ancestrale, senza bisogno di fuoco, in un'isola in cui pesce e cocco sono sempre a disposizione. 


                          IL MIO KOKODA 


Per sei persone
 Mi serve:
 -un chilogrammo di filetto di pesce bianco come la cernia 
-il succo di tre lime
 -un cucchiaino di sale 
-il latte di un cocco (o 250 ml di latte di coccco) 
-una cipolla dorata 
 -un peperoncino piccante verde 
-2 pomodori 
-un peperone giallo 

 Tagliate il pesce in cubetti di circa un centimetro (abbondate)e mettetelo in una coppa di vetro.
Versate nella coppa il succo di lime e il sale e mescolate bene. Coprite con la pellicola e lasciate marinare in frigo tutta la notte (aspetta anche fino alla cena successiva senza averne danno, il pesce marinato).
 Al momento di servire aggiungete il latte di cocco (per ricavarlo dal cocco, aprite una noce di cocco, grattugiatene la polpa e spremetene il latte con un canovaccio), la cipolla e il peperoncino tritati,mescolate e aggiustate di sale.
Adagiate in un piatto una foglia di insalata, poneteci una porzione di pesce cospargendola di peperoni e pomodori tagliati a piccoli cubetti. 
Buon appetito!

lunedì 19 ottobre 2015

ABBECEDARIO CULINARIO MONDIALE: S di Suva



Mi ritrovo al mio turno nell'Abbecedario culinario mondiale, e ospito la ciurma a Suva,nelle splendide isole Fiji che per ora rimangono solo un sogno quasi irrealizzabile fra i miei tantissimi sogni di viaggi, ma mai dire mai.
Da brava disordinata inconcludente arraffazzonata e piena di impegni più o meno seri,in questo lungo periodo di assenza ho tanto cucinato ma mai postato ricette. Ritorno, promettendo a me stessa di dedicare al blog e al progetto più tempo e attenzioni.
 Dunque...Suva, la capitale delle splendide isole Fiji, situata nell'isola di Viti Levu, è uno dei centri più popolosi del Pacifico meridionale, tolte Australia e Nuova Zelanda. Devo confessare che non ne sapevo nulla, a parte qualche foto da poster che mi è capitata sott'occhio nel corso della vita.




Scopro che i fijiani vivono fuori dal tempo, o meglio con dei ritmi avulsi dalla frenesia moderna.
 Scopro che bisogna in ogni ambito rassegnarsi a lunghe attese, quando si è là, attese che cozzano con i nostri ritmi da società evoluta e meccanizzata che tanto stress ci provocano.
Penso a quante volte nella vita sono incappata in realtà dai ritmi ben più umani del nostro, riflettendo su quanto possa risultare ridicola per altre culture la notra frenesia da formiche impazzite.
 I fijiani sono isolani, popolo di mare, vivono cullati dall'acqua e la loro bevanda per le cerimonie di benvenuto è la Kava, la quale dà un certo senso di stordimento portando il visitatore ad un livello di rilassatezza che meglio si sposa con il famigerato Fijian Time, il fuso orario fijiano.
L'arcipelago delle Fiji conta 330 e più isole vulcaniche sparse su un'area di quasi 20mila chilometri. Il nome fiji non è originario del luogo, ma arrivò da Tonga, importato dal famoso capitano James Cook, proprio lui. Il popolo Fijiano,spesso citato nei libri di antropologia dei miei studi universitari per essere guerriero, cannibale e appassionato per la musica, ora è cordiale, sorridente e ben disposto verso i turisti.
 La cucina pesca idee dal circondario, India compresa,( Si dice che nella cucina tradizionale fijiana praticamente non si frigge. Stranezze!)e ha molteplici rimandi a tecniche di preparazione del cibo primitive, lente e salutari.





Per questo motivo soprattutto ho scelto di cominciare il mio viaggio con una ricetta che mi riporta a cotture e ingredienti dal gusto tribale, la quale però ha un tocco di moderno, nel senso peggiore del termine, perchè presenta fra gli ingredienti una scatoletta. AAAAARGH! una scatoletta e Santa Parmigiana: la strana coppia. Dato che il connubio risulta davvero improbabile, ve ne spiegherò i motivi.
 Ho preparato il PALUSAMI, piatto che dopo attenta ricerca (ma non troppo, nel mio stile), si è rivelato ai miei occhi come discretamente originale, in un panorama culinario che tanto somiglia a quello delle isole Samoa, zona che conosco già meglio poichè nei suddetti studi universitari portai ad un esame lo splendido libro di Margareth Mead, "L'adolescente nella società primitiva", che appunto di Samoa parlava.
 Ma evito di dilungarmi sui tempi andati e torno alla mia scatoletta, che nello specifico è manzo in scatola. Perchè il manzo in scatola? Perchè la carne oggigiorno non è facilmente reperibile nelle Fiji e soprattutto è molto costosa. La carne in scatola è economica, si conserva a lungo ed è sempre pronta all'uso. Non mi piaceva snaturare una ricetta così, senza chiedere permesso, quindi corned beef e buonanotte. Per il montone in lattina, là molto usato, niente da fare. Quindi manzo sia. Inutile credo dirvi che questa esperienza mi ha già fatto comprare un taglio di manzo per produrmi il corned beef in casa. Sono quindi la solita Santa di sempre.
 Domandandomi se i primi Palusami erano fatti con carne umana anzichè scatolette, e accantonando questo pensiero mentre mi dico che son proprio fessa, mi appresto a illustrarvi la ricetta.
 Avendo avuto qualche difficoltà a reperire le foglie di Taro fresche, confesso che qualche modifica l'ho apportata, usando foglie di taro secche e impacchettando il tutto con foglie di banano che invece per imperscrutabili vie del destino avevo nel mio frigo, e che mi sembravano discretamente suggestive e anche adatte al contesto.
Non avendo un giardino in cui scavare una buca per sperimentare la tradizionale cottura sotto tera, mi son dovuta accontentare del forno casalingo. Non me ne abbiano i gentili Fijiani.

                                                                                        Il mio PALUSAMI

 


MI occorre:
 - due spicchi d'aglio
-una manciata di pomodorini
-una lattina di latte di cocco
 -una busta di foglie di taro secche o, per i più fortunati, una manciata di foglie di taro fresche( una dozzina, valà)
 -una cipolla dorata piccola
-una lattina di corned beef (manzo in scatola)
 -una foglia di banano (ok, vi metto in difficoltà)
-sale e pepe
 -un'opzionalissima radice di Cassava (manioca, la chiamano così)da lessare come contorno, o radici di taro idem come sopra, per stare in tema
-un foglio di alluminio per impacchettare



Quindi! Con due o tre ciotoline a disposizione, apro la mia lattina di carne, che ha una di quelle vecchie chiavette per aprirla srotolandola: mi sta già simpatica. Trito grossolanamente il contenuto e lo metto in una ciotola con aglio spremuto e un po' di sale.Aggiungo una metà scarsa del latte di cocco e creo una crema sostanziosa, che si possa manipolare, insomma. In un'altra ciotola metto a bagno le foglie di taro secche, queste sconosciute. Nella terza ciotola metto cipolla e pomodorini tritati finemente. Il gioco delle tre ciotole, insomma.


 

Poi, stendo un foglio di alluminio e ci sdraio sopra la mia splendida foglia di banano.
 Strizzo con le mani una manciata di foglie di taro per eliminare l'acqua e creo una base quadrata (in caso di foglie fresche, i signori sono pregati di stenderle a incrocio in modo da formare un cestino. Aiutarsi usando una ciotola come supporto risulterà utile).
Stendo sul quadato di foglie di taro dell'impasto di carne e cocco formando uno strato di un po' più di un centimetro di spessore, aggiungo una spolverata di cipolle e pomodorini mischiati fra loro,un pizzico di sale, continuo con il secondo strato.
Copro con altre foglie di taro, verso due o tre cucchiai di latte di cocco e chiudo il pacchetto a busta, sigillando il tutto con il foglio di alluminio.
 Così via fino ad esaurimento. 


(Così, con queste dosi, io di pacchetti ne ho fatti 3) Dopodichè, metto in forno caldo a 180/200 gradi per circa 45 minuti. Sforno, spacchetto e........ è una delizia gustosissima e profumata!!!! Che sorpresa! chissà se piacerebbe ai fijiani..... in casa scommettono di si.
 Alla prossima ricetta Fijiana!!!!!

Pubblico di seguito le ricette di chi mi accompagna in questo viaggio:

giovedì 2 ottobre 2014

diamo il via all'abbecedario culinario mondiale!

C'è una parola che va tanto di moda ed è "virale". Qualcosa diventa virale perché tutti lo vogliono, tutti lo conoscono, tutti ne parlano... Ecco, l'abbecedario culinario d'Europa non è diventato virale, però rileggendo il suo post di apertura del Gennaio 2013, si parlava di 16 blog che a blog unificati annunciavano il viaggio (virtuale) culinario europeo, e quest'anno? Quest'anno abbiamo un calendario già pronto, abbiamo un gruppo di 29 blogger che compongono la nostra carovana, tra ambasciatrici, ambasciatore, "semplici" viaggiatrici e un'Aiuolik. 

Ebbene signori, noi siamo pronti e siamo lieti di annunciarvi:

L'ABBECEDARIO CULINARIO MONDIALE

Avete capito bene, questa volta giriamo (virtualmente) il mondo e lo mettiamo sul piatto, letterina per letterina!


Anche questo viaggio consta di un ambasciatore/ambasciatrice per ogni letterina e anche quest'anno ci aspettiamo che siate in tanti a viaggiare con noi, che sia per una tappa o per tutto il viaggio o ogni volta che avete il trolley pronto e vi volete aggiungere.
Questa volta però ogni lettera è associata a una città, rappresentativa di una nazione e l'ambasciatore/ambasciatrice ha l'onore di aprire le danze con un piatto tipico a sua scelta. In seguito, tutti gli altri partecipanti/viaggiatori possono pubblicare una ricetta tipica di quel luogo. Semplice, no?

Più brevemente, se volete partecipare ricordatevi la regola delle 4W:
  1. WHEN: ogni 3 settimane esce una lettera; 
  2. WHAT: potete pubblicare una qualsiasi ricetta (o anche più di una) della nazione rappresentata da quella lettera (la ricetta può iniziare con qualsiasi lettera!); 
  3. WHERE: la ricetta la pubblicate nel vostro blog e poi lasciate il link al blog ospite come commento al suo post di apertura; 
  4. WHO: chiunque abbia un blog può partecipare, più siamo e più ci divertiamo quindi sarebbe fantastico fare più tappe possibili tutti assieme, ma potete partecipare anche solo per una lettera, anche una lettera sì e una no, anche solo i mesi dispari! 
Il post deve includere un riferimento all'evento e al blog ospitante, mentre l'utilizzo del logo dell'evento (ovvero l'immagine che vedete un po' più su) è facoltativo (ma gradito). Potete anche utilizzare ricette dal vostro archivio: basta aggiungere il riferimento all'evento e procedere come sopra.

Se è tutto chiaro, ecco quindi il calendario, non fatevi spaventare dalle date, il viaggio sarà piacevolissimo in nostra compagnia!


Viaggiare con noi è gratis, si apprendono tante cose e troverai sempre un sorriso, che aspetti a preparare il trolley anche tu?

sabato 2 marzo 2013

IL SAPORE, I SAPORI


Che io sia matta ormai è risaputo. Che non mi piaccia particolarmente mangiare della pastasciutta, o meglio, che io prediliga i secondi e soprattutto centinaia di antipasti, è arcinoto.
Quindi, cosa potevo trovare di meglio da fare, se non cimentarmi nella creazione di una ricetta di pasta, per di più con la mozzarella come ingrediente, che già gli gnocchi alla sorrentina mi mandano nel pallone??!
Ma in questo caso la pasta proviene da un pastificio artigianale di Napoli, e la mozzarella è quella di bufala campana dop, e la ricetta la creo per il contest "Pasta Bufala e Fantasia! La mozzarella dop nei primi piatti", dedicato a noi foodbloggers senzapaura, che si svolgerà durante la convention "le strade della mozzarella", in scena a Paestum dal 6 all'8 maggio.



 Insomma, mi è arrivato sto pacco firmato Leonessa contenente quattro tipi di pasta uno più bello di quell'altro, uno dei quali integrale, denominato "fibrella".. ottimo compromesso per una non-pastaia.



Quando penso a Napoli e al cibo mi vengono in mente tutta una serie di meravigliosi sapori e profumi ma soprattutto i babà di Scaturchio...ehm, non perdiamoci in digressioni dolciarie, che mi devo concentrare sulla ricetta, e ho già l'ansia. i suddetti sapori e profumi li ho messi in fila sul tavolo e.... ci ho fatto il sugo per la pasta. Deciso. Vediamo cosa ho combinato stavolta:

SAPORE E SAPORI
per 4 persone
tempo: 30 minuti
difficoltà: facilina

mi occorre:
-250 grammi di maccheroncini rigati "fibrella" Leonessa
-200 grammi di mozzarella di bufala campana dop con il suo siero
-250 grammi di scarola
-4 cucchiai di olio extravergine di oliva
-uno spicchio d'aglio
-6 pomodori secchi sott'olio
-50 grammi di sultanina
-30 grammi di mandorle a scaglie
-una manciata di capperi salati
-una spolverata di pepe nero
-una spolverata di origano
-3 pomodorini datterino
-un dl di latte vaccino
Mettete a bollire l'acqua per la pasta.
 In un saltapasta versate l'olio, mettetelo a scaldare e aggiungete l'aglio schiacciato, i pomodori secchi tagliati a julienne e i capperi tritati grossolanamente a coltello (senza sciacquarli dal sale). Soffriggete 5 minuti e aggiungete l'uvetta sultanina e la scarola tagliata a pezzi di circa un centimetro. (come l'insalata all'italiana insomma, dato che insalata è). Fate saltare per altri 5 minuti  (nel frattempo l'acqua bolle, se vi siete ricordati di accendere il fuoco, quindi salatela e buttate i sedanini che cuoceranno 12 minuti). 
Mentre la pasta cuoce, aggiungete una mestolata di siero di mozzarella di bufala al sugo e fate tirare,aggiungendo in ultimo metà delle mandorle , il pepe e l'origano e mescolando.
 Intanto frullate ,usando il  il frullatore a immersione, la mozzarella con il decilitro di latte e se la crema dovesse risultare troppo densa, aggiungete a filo il siero rimasto finchè non acquista la consistenza adatta a renderla "la fonda" del piatto. (adoro essere così professionale)
Quando la pasta è cotta, aggiungete un mestolo di acqua di cottura al sugo, scolatela e versatela nel saltapasta, facendola "legare" col sugo fino ad assorbimento del liquido. 
Preparate la fonda del piatto con la crema di bufala, impiattate la pasta e decorate con le mandorle restanti e spicchi di datterino fresco.
Buon appetito!

giovedì 14 febbraio 2013

AMADORABILI CHEF


http://amadorabilichef.amadori.it/?pag=galleryricette

Insomma, ho creato questa ricetta per questo bel concorsino Amadori che mi ha chiamato a partecipare come foodblogger. E mi è piaciuta talmente tanto che ho scassato le balle a tutti, perchè non è che ti vengono sempre così bene le ricette che crei per i concorsi.
Io di sta invenzione mi sono innamorata perchè è fresca, deliziosa, velocissima e nonostante tutto anche leggera, perchè il sedano rapa è così rinfrescante che rende lieve anche il fritto e il latte di cocco, non propriamente light di per sè.
Quindi, oltre che obbligarvi con la forza bruta a votarmi quotidianamente da qui al 10 marzo, ( vi preeegoooooo), vi dico anche come l'ho fatta, che non guasta.
Buon appetito!

POLPETTINE DI TACCHINO PANATE AL CURRY SU CREMA DI SEDANORAPA AL LATTE DI COCCO
tempo: 20 minuti
difficoltà: fazzile fazzile
per 2 persone

mi occorre:
-una confezione di polpette di tacchino Amadori 
-300 grammi di sedano rapa
-150 ml di latte di cocco
-tre cucchiai di acqua calda
-un cucchiaino di sale
-olio per friggere
-due cucchiai di fecola di patate
-un cucchiaio di curry piccante
-un cucchiaio di semi di sesamo

 Pulite il sedano rapa e tagliatelo in pezzi di circa 2 cm per lato. Mettetelo nel microonde in un contenitore coperto con pellicola che avrete bucherellato e cuocete per 6 minuti a potenza massima. Nel frattempo mescolate in un piatto fondo la fecola di patate con il curry e il sesamo, inumidite leggermente le polpette di tacchino Amadori con le mani bagnate e impanatele nella miscela. Scaldate l'olio in un pentolino e friggetevi le polpette (che sian sommerse!) finchè non diventano dorate. Frullate poi il sedano rapa, che nel frattempo sarà cotto, con il latte di cocco, l'acqua e il sale servendovi di un frullatore a immersione, finchè la purea non è omogenea. Versate la crema di sedano rapa nel piatto, adagiatevi le polpettine e cospargete di pepe nero a piacere. Rapido e delizioso!!!!!!!!!!!!!
Ottima variante con polpette di pesce :)
 

lunedì 11 febbraio 2013

SANVALENTINO 2 LA VENDETTA


Ve la siete cercata: volete dei menù miao miao per sanvalentino? Dei piatti che ad ogni boccone vi facciano fare hmmm hmmm miciomicio?
E allora basta con le cuoricianze e beccatevi l'unico piatto salato degno di contenere della panna:
IL FILETTO AL PEPE VERDE. Maronn', che bontà, e checchè ne diciate, non passa mai di moda. Affatto. Sarà delizioso in secula seculorum.
Questo si che è un piatto afrodisiaco, perchè la sensualità nella cucina non sta nell'ingrediente, ma nella quantità di saliva che la masticazione di un boccone delizioso riesce a produrre. Provate a contraddirmi!
E visto che vogliamo proprio sbavare, per contorno ci abbiniamo un gratin di broccoli che in questi giorni ha riscosso un successo stepitoso, e che è una coproduzione estemporanea mia e della mia collega Miky, con cui cucino al Senza Filtro a Bologna.
Un abbinamento sensualissimo e cremoso, per coccolarsi in un sanvalentino nevoso come questo del 2013.

FILETTO AL PEPE VERDE
tempo: 20 minuti
difficoltà: mediograve
per 2 persone

mi occorre:
-2 fette di filetto di manzo (molti evinceranno dalla foto che io ho usato il cavallo, ma fate vobis)
-un par di cucchiai di farina
-burro una noce (un cucchiaino)
-sale un pizzico (mezzo cucchiaino)
-panna un filo (due cucchiai)
-pepe verde pestato a mortaio un cucchiaino
-brandy un bicchierino

Panate le fette di filetto nella farina. Scaldate in una padellina antiaderente che contenga bene i filetti la noce di burro con il sale. Quando è caldo, aggiungete il pepe verde e i filetti. Cuocete per circa 5 minuti ogni lato per una media cottura, a fuoco vivo che faccian doratura, dopodichè aggiungete il brandy e flambate con l'accendino. Tenetevi lì un coperchio per eventualmente smorzare il gran fiammone che per i meno esperti è impressionante. Aggiungete la panna, stemperatela bene, spegnete il fuoco e servite.

BROCCOLI GRATIN
difficoltà: media
tempo: un'ora e 30 minuti
per 4 persone


mi occorre:
-800 grammi di broccoli già mondati
-due spicchi d'aglio
-sale e pepe
-olio extravergine di oliva
-un pizzico di peperoncino
-parmigiano (50 grammi)
-un litro di latte
-60 grammi di burro
-100 grammi di farina

Fate bollire i broccoli in abbondante acqua salata per 10 minuti. Intanto preparate la besciamella con il metodo veloce non convenzionale che farà rabbrividire ogni chef ma me ne frego: siamo mica nati per soffrire! Fate quindi bollire il latte e quando è a ebollizione salatelo, fate sciogliere il burro e versate a pioggia la farina mescolando con una frusta. Riuscita assicurata zero grumi. A prova di premestruo. Aggiungete la noce moscata e mandatela a farsi benedire per i suoi peccati di bechamel eretica.
Schiacciate i due spicchi d'aglio o tritateli finissimamente e metteteli in una padella capiente con tre cucchiai d'olio extravergine. Quando sfrigola aggiungete i broccoli scolati, salate, pepate e peperoncinate, fate insaporire per 10 minuti. Trasferite in una teglia rettangolare imburrata e pangrattata e ricoprite con la besciamella e abbondante parmigiano. In forno a 180 gradi  per 40 minuti e amen.
DELIZIA!!!!!!!!!!!!!!!

ODDIO E' GIA' SAN VALENTINO







Ve lo devo confessare: quest'anno non ne ho proprio voglia di un menù per san valentino a forma di cuore eccetera eccetera.
Quest'anno per san valentino cucinerò un piatto thailandese con un curry verde o rosso iperpiccante. La qual cosa è molto ma molto afrodisiaca, ma di cuoriciami cuoriciosi che si risolvono nell'essere una qualsiasi boiata a forma di cuore e magari cioccolatosa e piccantina o entrambe le cose insieme non ne ho voglia. L'ho già detto.
Quest'anno a san valentino vado a vedermi dei bei concerti in un bel locale, perchè di menù ad hoc in ristoranti che per l'occasione raddoppiano il prezzo non ne posso più.
Quindi, per san valentino, se proprio volete fare una cosa speciale, perchè non preparate (insieme) questa bella e buona torta Foresta Nera e ve la mangiate con le mani affondando la faccia nella panna e leccandovi tutti?
E basta con ste fesserie cuoriciose!

TORTA FORESTA NERA DELLA SANTA
tempo: 2 ore
difficoltà: media
per uno stampo da 24cm

mi occorre:
per il pan di spagna
-6 tuorli
-6 cucchiai di acqua bollente
-250 grammi di zucchero semolato
-250 grammi di farina
-50 grammi di cacao amaro
-6 albumi montati a neve ferma
per la farcitura 
-500 grammi di amarene sciroppate 
-30 ml di kirsch o maraschino che però io sostituisco con acqua
-600 ml di panna fresca
-100 grammi di cioccolato fondente
-50 grammi di ciliege candite.

Accendete il forno statico a 180 gradi. Preparate il pan di spagna montando i tuorli con l'acqua bollente finchè non spumano, aggiungendo lo zucchero e lavorando finchè il composto non gonfia e diventa molto pallido. Incorporate la farina e il cacao e infine gli albumi con gentilezza perchè non si smontino. Riempite una teglia tonda  dai bordi alti di 24 cm di diametro che avrete imburrato e infarinato e cuocete per 30 minuti senza aprire mai il forno.
Quando la torta è raffreddata tagliatela in tre dischi uguali.
Montate la panna (senza zucchero,si). Bagnate il primo disco con lo sciroppo delle amarene mescolato con il kirsch ( o anche con l'acqua se la torta va anche a dei bimbi o a degli inverecondi analcolici), coprite con metà delle amarene tagliate a metà e poi con la panna. Cospargete di cioccolato tritato a coltello (un terzo di quel che avete) e coprite con il secondo disco. Daccapo. L'ultimo disco non verrà coperto di amarene ma solo bagnato di sciroppo e poi coperto di panna con la sac à poche e con il rimanente cioccolato, poi decorato a piacere con le ciliege candite.
Che dire.... è piaciuta a tutti, ma tutti tutti, ma proprio tutti.





 

sabato 26 gennaio 2013

ANNO NUOVO COSE BUONE

E' un pezzo che non scrivo. Sono pigra. E' la pigrizia del nuovo anno. E anche un po' la nausea postfestiva.
Beh insomma oggi mi sono decisa a pubblicare qualche ricetta delle passate festività natalizie, e di uscire quindi dal torpore del nuovo anno appena iniziato.
Inizio pubblicando ricette di pesce perchè almeno ci facciamo il viaggio di mangiare leggero. Si, leggero come il baccalà mantecato...ma vabbè, facciamo finta di nulla.
Ricette di pesce perchè il pesce fa sempre bene e non solo alla vigilia di natale....quindi, quindi quindi.
A parte il succitato baccalà, che ha fatto strage di cuori, per la cena della vigilia ho cucinato lo spinarolo, specie di squaletto senza spine, il tonno fresco, che bisogna sempre comprare , appunto, molto fresco.... e un primo di cui vi avevo già parlato, i miei famosi spaghi ,ricetta (non più) segreta.
Vi tramando le ricette di spinarolo e tonno perchè le trovo in realtà molto primaveril-estive e anche se siamo sotto zero ultimamente sento la primavera che prepotentemente si avvicina.
Bando alle ciance e...cuciniamo.
 
SPINAROLO CON OLIVE TAGGIASCHE E ROSMARINO
tempo: 30 minuti
difficoltà: facile
per 4 persone

mi occorre:
-uno spinarolo pulito di circa 800 grammi
-un vasetto da 150 grammi di olive taggiasche
-un rametto di rosmarino
-un cucchiaino di salamoia bolognese (sale condito)
-un cucchiaio di succo di limone
-un dito di vino bianco
-pepe e peperoncino

Tagliate lo spinarolo in 4 tranci. Scaldate in una padella l'olio (io uso quello extravergine del vasetto delle taggiasche, che è bello saporoso), con il rosmarino e la salamoia. Quando è caldo metteteci il pesce e rosolatelo a fiamma vivace sui vari lati finchè non fa una bella crosticina. Cuocete per circa 10 minuti. Quando è dorato sfumate con il vino e il limone,fate assorbire, aggiungete le olive, il pepe e il peperoncino e cuocete altri 5 minuti. Pronto!

TAGLIATA DI TONNO CON SEDANO E SENAPE ALL'ANTICA
tempo: 20 minuti
difficoltà: facile
per 4 persone

mi occorre:
-quattro fette di tonno fresco dello spessore di due cm
-un cuore di sedano
-un limone
-un cucchiaio di senape all'antica
-olio extravergine, sale e pepe

Scaldate una padella antiaderente con un cucchiaino d'olio extravergine e un pizzico di sale. Quando è ben calda cuocete le fette di tonno una per una, tre minuti per lato . Deve rimanere praticamente crudo.
In una ciotola mettete il sedano affettato sottilissimo, la senape, il succo di limone, il sale, l'olio e il pepe. Tagliate le fette di tonno in fettine sottilissime (circa 3 mm) e mettetele nella ciotola. Mescolate, impiattate versando sul tonno il condimento residuo. Fatto!

BACCALA' MONTEBIANCO DELLA SANTA
tempo: 1 ora
difficoltà: media
per 10 persone (su crostino)

mi occorre:
- 500 grammi di baccalà bagnato e pulito
-mezzo litro di latte
-50 ml di olio extravergine
-fecola di patate
-(facoltativissimi) pepe e noce moscata


Cuocete il baccalà fatto a pezzi senza pelle nel latte finchè il latte non sarà assorbito e il baccalà spappolato. Togliete dal fuoco e aggiungete l'olio a filo montando con il minipimer come fosse maionese. Aggiungete fecola mescolando con un cucchiaio di legno finchè non raggiunge la consistenza di una spuma. OTTIMO! Si mangia freddo su crostoni di pane.


 

domenica 23 dicembre 2012

MENU' PER LE FESTE #3




Ecco..ci siamo. Oggi è il 23 dicembre e in quest'ultima settimana ho lavorato così tanto che non so dove sbattere la testa.
Domani è già la vigilia e non ho idea di cosa cucinerò ( i menù che vi ho proposto, io ovviamente li ho già proposti!) , il giorno di natale pure peggio...... DRAMMA!
A Natale non vorrei cascare nella trappola del tortellino, anche perchè non li ho fatti e di sicuro non li compero. L'anno scorso ho fatto le bomboline di riso, che invece vado a proporre a voi. Insomma......vedremo..... intanto vi dò due dritte.

IL NATALE TRADIZIONALE MA NON TROPPO

Primo: bomboline di riso in brodo, ricetta dell'Artusi tramandatami dal mio bisnonno (http://santaparmigiana.blogspot.it/2012/02/vecchie-galline-da-brodo.html )
Secondo: lesso del brodo comprensivo di polpettone con salse (per il brodo etc vedete http://santaparmigiana.blogspot.it/2012/02/tutto-fa-brodo.html )
Contorno: volete davvero il contorno? allora i carciofi alla romana
Dolce: panettone e Christmas cake

Nel brodo invece del cappone o del pollo potete mettere carne, polpettone, qualsiasi cosa vi passi per la testa! Le salse ideali sono maionese fatta in casa (un uovo intero, 250 ml di olio di semi, un cucchiaio di succo di limone, una punta di cucchiaio di senape, una punta di sale, il tutto in un boccale in cui immergete il minipimer e lo azionate risalendo verso l'alto del boccale....maionese pronta). I carciofi alla romana  si fanno pulendo i carciofi lasciandoci una spanna di gambo e mettendoli a testa in giù (che stiano belli stretti) in una pentola con olio , aglio e prezzemolo sul fondo. Si mettono a fuoco medio e appena sfrigolano si versa un dl di brodo (o vin bianco, se preferite. Questo li rende più o meno saporiti ma ugualmente ottimi). Cotti in circa 30 minuti .

E ORA......NON NE POSSO PIUUUUUUUUUUUU'! VADO A FAR LA SPESA E....BUON NATALE!


 


 

domenica 16 dicembre 2012

MENU' PER LE FESTE #2


Allora allora...dicevamo..... natale economico e di soddisfazione. Bene. Rimandendo sul tema vigilia ho in mente  un'altra opzione accattivante e bella sostanziosa : prenderò in prestito una ricetta che vi ho già postato, ma che è così buona da meritarsi la vigilia.
Ah, vale per questo menù e anche per il primo: secondo me i menù di pesce son perfetti anche per capodanno, aggiungendo magari le immancabili tradizionali tartine di pan carrè caldo imburrato e salmone spruzzato di limone , e l'uva in grappoli dagli acini dispari infiocchettati con nastri dorati, come da tradizione, che portano fortuna!!!!!!! Le lenticchie fate vobis, ma vi arriverà una ricetta imbattibile.
Rimaniamo quindi su una spesa contenuta...

MENU' 2

VIGILIA COSMOPOLITA

Antipasto: poisson cru (pesce crudo alla polinesiana, per sognare)
Primo: passatelli asciutti con sarde, guanciale croccante e arancia della Santa (italo-santo)
Secondo: tortino di patate e tonno con semi di senape e pomodori confit (anglo-santo, VEDI RICETTA SUL BLOG!)http://santaparmigiana.blogspot.it/2012/04/con-quello-che-ce-in-casa.html
Dolce: caki vaniglia in fonduta di cioccolato bianco alla cannella (supersanto)


POISSON CRU
tempo:30 minuti
difficoltà: facile
per 4 persone

mi occorre:
-400 grammi di tonno fresco pinna gialla (andrà bene anche il pesce spada o... supereconomico e sano? lo sgombro) tagliato a cubetti di 2,5 cm
-200 ml di succo fresco di lime
-2 pomodori a cubetti
-1 scalogno tritato finemente
-1 cetriolo a cubetti
-1 carota grattugiata
-1 peperone friggitello affettato finissimo
-200 ml di latte di cocco
- sale e pepe 

Mettete i cubetti di pesce in acqua  fredda  leggermente salata. Intanto preparate tutte le verdure.  Scolate il pesce, mettetelo in una ciotola, versateci il lime e marinate per 3 minuti. Scolate il succo, aggiungete la verdura e mescolate bene. Dividete l'insalata in 4 coppe, versateci il latte di cocco, salate e pepate e servite!

PASSATELLI ASCIUTTI CON SARDE, ARANCIA E GUANCIALE CROCCANTE
tempo: un'ora
difficoltà: media
per 4 persone

mi occorre:
Per i passatelli:
-4 uova
-8 pugni di pangrattato
-4 pugni di parmigiano
-sale pepe e noce moscata
-un dado bio vegetale per la cottura

Per il sugo:
-un'arancia e la sua buccia a riccioletti
-un etto e mezzo di guanciale 
-3 etti di sarde pulite (o mezzo chilo da pulire)
-origano fresco 
-uno spicchio d'aglio
-sale e pepe e olio extravergine

impastate le uova con pangrattato e parmigiano, condendo con un pizzico di sale, pepe e noce moscata. Deve risultare una palla bella soda che andrà  poi trasformata in passatelli con l'aiuto del tritacarne (o dell'attrezzo per passatelli, che io non possiedo perchè da tradizione familiare usiamo il tritacarne in ghisa).
In un saltapasta mettete due cucchiai d'olio, lo spicchio d'aglio schiacciato con il palmo della mano e aggiungete le sarde divise in due filetti , e dopo 5 minuti il succo di arancia. Aggiungete una puntina di sale e il pepe. Tagliate il guanciale a fiammiferini e soffriggetelo in olio d'oliva finchè non è dorato e croccante.
Cuocete i passatelli e metteteli nel saltapasta con un mestolino di brodo di cottura, saltate per legarli al sugo, aggiungete il guanciale e impiattate con l'aiuto di un coppapasta rotondo. Guarnite con l'origano e i riccioletti di scorza d'arancia. Spolverate di pepe e mettete in tavola!


CAKI VANIGLIA CON FONDUTA DI CIOCCOLATO BIANCO E CANNELLA

tempo: 15 minuti
difficoltà: facile
per 4 persone

mi occorre:
-4 caki vaniglia non troppo maturi, da tagliarsi in 8 spicchi
-200 grammi di cioccolato bianco di buona qualità
-un cucchiaino di cannella

Tagliate i caki a spicchi dopo averli lavati e infilzate ogni fetta con uno stecchino lungo.
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato bianco, mescolateci la cannella e versatelo una ciotolina o nella pentolina da fonduta con la fiammella accesa sotto a fuoco lento. Intingete le fette di caki nella fonduta e mangiatele!

sabato 15 dicembre 2012

MENU' PER LE FESTE #1




Allora...come promesso via radio, da oggi in poi  mi dedico a proporvi qualche idea salvafesta e salvaportafoglio per i menù natalizi.
La tradizione è importante se non fondamentale come base per una cucina da urlo. La sperimentazione selvaggia e lo chic ad ogni costo li trovo ridicoli, lo spendere tanto ad ogni costo è ancor più disumano (ogni anno dal pescivendolo trovo individui che per la cena della vigilia lasciano lì 300/400 euro a forza di gamberi e astici, e poi magari non li san cucinare).
Le idee innovative per Natale le trovo ottime...partire dalla tradizione per reinventarla, o accogliere tradizioni di altri paesi... o per la vigilia mangiare solo panettone e cioccolata in tazza, come hanno fatto i miei per 50 anni : il mio nonno aveva un negozio e la sera della vigilia tornava tardissimo, quindi quando la mia mamma e i suoi fratelli erano bambini , si aspettava il papà svegli facendo l'albero (si, la sera della vigilia!) e quando lui arrivava si mangiavano panettone e cioccolata.
 La tradizione è rimasta per anni, finchè non è arrivata questa cuoca guastafeste con i suoi risotti alla rana pescatrice......
Insomma, quest'anno i portafogli son così e cosà e alcuni italiani han sborsato centinaia di euro di seconda rata di Imu. La rata dell'asilo nido scade il 21 dicembre (auguri!) e le mille incognite quali multe o marmitte rotte o caldaie impazzite son sempre in agguato. Vediamo di mangiare qualcosa di gustoso e avvolgente e spesa-sostenibile...

MENU' 1

LA VIGILIA PROFUMATA

Antipasto: polenta bianca con seppie al nero(piccantina)
Primo(speziato): (spaghetti con le cozze della Santa (exclusive!!)
Secondo (light): capasanta con purè di cavolo romano e salsa agrodolce
Contorno: insalata di cappuccio, cumino e melograno (benaugurale)
Dolce: christmas pudding (vedi ricetta)

BICCHIERE  DI POLENTA BIANCA CON SEPPIE AL NERO
tempo: un'ora con pentola a pressione
difficoltà: media
per 4 persone

mi occorre:
-una seppia con il suo nero, da pulire e tagliare a striscioline
-uno scalogno
-un cucchiaio d'olio di oliva
-mezzo bicchiere di vino
-una puntina di peperoncino, sale e pepe
-prezzemolo
-100 grammi di polenta bianca

Tritate lo scalogno e mettetelo ad appassire con l'olio  in una casseruola. Aggiungete poi la seppia tagliata a striscioline e dopo aver mescolato,  il vino bianco con sciolto dentro il nero. condite con il peperoncino e cuocete a fuoco lento per un'ora. Dovrà essere morbidissima e il liquido dovrà essersi tirato. Verso fine cottura salate, (dopo aver assaggiato)pepate e alla fine aggiungete il prezzemolo se vi piace (io non lo metto). La pentola a pressione dimezza i tempi e garantisce un risultato morbidissimo.. All'ultimo momento cuocete la polenta, mettete nei bicchierini la seppia e versateci sopra la polenta bianca. Spolverate di un pizzico di pepe.

N.b.: potete fare le seppie con anticipo e poi scaldarle...la polenta in 5 minuti all'ultimo momento.


SPAGHETTI ALLE COZZE DELLA SANTA
tempo: 30  minuti
difficoltà: mediofacile
per 4 persone

mi occorre:
-400 grammi di spaghetti
-un chilo di cozze
-2 spicchi d'aglio
-250 grammi di pomodori datterini ottimi
-un mazzetto di prezzemolo
-un bicchiere di birra leggera
un bicchiere di vino bianco
-un cucchiaio di curry mild
-un cucchiaio di paprika dolce
-un cucchiaio di farina
-olio extravergine

Fate aprire le cozze un un padellone (io uso il wok) in cui avrete soffritto l'aglio schiacciato per un minuto (occhio che brusaaaa) versandoci il bicchiere di vino bianco. Quando sono aperte sgusciatele te tritatene grossolanamente una metà. Intanto fate bollire l'acqua per gli spaghetti.
In un saltapasta mettete l'altro aglio schiacciato, 4  cucchiai d'olio, un pizzico di prezzemolo tritato e  quando inizia a sfrigolare versateci il bicchiere di birra in cui avrete stemperato curry  , farina e paprika. Mescolate bene finchè non sia addensa. Intanto cuocete gli spaghetti. Versate nel saltapasta l'acqua di cottura delle cozze filtrata, mescolate bene, aggiungete le cozze sia tritate che intere e in ultimo i pomodorini tagliati a piccoli pezzi e il prezzemolo tritato. Scolate la pasta, versatela nella padella e legatela al sugo di cottura per qualche minuto aggiungendo un filo d'olio. Pronta!

N.b.: potete fare le cozze nel pomeriggio e prepararvele insieme ai pomodorini tagliati (che così buttano anche un po' d'acqua, che scolerete ), così la sera dovrete praticamente solo cuocere la pasta e fare la base.



CAPESANTE AL CURRY CON PURE' DI CAVOLO ROMANO E SALSINA AGRODOLCE
tempo: 20 minuti
difficoltà: facile
per 4 persone

mi occorre:
-12 capesante (3 a testa)
-un cucchiaio di burro
-un cucchiaino di curry mild
-un dl di latte
-un piccolo cavolo romano (quelli verdi a piramidi)
-un cucchiaio di capperi sciacquati dal sale e strizzati
-un cucchiaio di aceto balsamico
-un cucchiaino di miele
-salsa worchester una goccia
-un cucchiaio di olio extravergine
-sale e pepe

Questa ricetta l'ho fregata a Gordon Ramsay e devo confessare che è una delle sue poche che mi abbiano convinto appieno. Questione di stili, eh, ma boh.
Insomma  rompete in pezzetti il cavolo e lessatelo in un padellino con il latte. Appena è cotto e il latte si è asciugato del tutto, frullatelo con il minipimer aggiungendo sale e pepe. Intanto sgusciate e lavate le capesante e cuocetele in un altro padellino in cui avrete sciolto a fuoco medio il burro e stemperato il curry con un pizzico di sale. Cuocetele da 4 minuti per lato...dovranno essere morbide e non gommose.
Nel frullatore frullate i capperi, la salsa Worchester, l'aceto, il miele , un cucchiaino d'olio. Impiattate il purè, metteteci a lato le capesante e condite con la salsina usando il contagocce.

INSALATA DI CAPPUCCIO CON CUMINO E MELOGRANO
tempo: 20 minuti più il riposo
difficoltà: facile
per 4 persone

mi occorre:
-mezzo cavolo cappuccio di media taglia
-un piccolo melograno
-un cucchiaino di semi di cumino
-sale
-olio extravergine di oliva

Tagliate a fettine sottilissime il cavolo , mettetelo in una coppa e metteteci sopra un cucchiaino di sale e il cumino. Mescolate con le mani e lasciate riposare per un'ora di modo che il cavolo si "bagni" buttando fuori l'acqua. Trascorso il tempo dovuto, aggiungete un filo d'olio, i chicchi di melograno, mescolate bene e servite.

sabato 8 dicembre 2012

CHRISTMAS BONANZA: IL PANETTONEEEEEEEE


Ebbene si... ho fatto sta pazzia: ho fatto il panettone con il lievito madre. Ed è venuto così buono che...adesso ne devo fare taaaanti, che tutti ne vogliono uno.
In effetti devo dire che il risultato è più che soddisfacente, rispetto a quello con il lievito di birra che feci l'anno scorso...diciamo che questo è davvero identico a quello compero, ma buono come solo uno fatto in casa può essere.
Di ricette di panettoni con lievito madre se ne trovano dei più bravi maestri pasticceri; io per campanilismo e anche tanta ammirazione ho deciso di seguire la ricetta delle gemelle Simili, storiche panificatrici bolognesi grandi fans del lievito madre.
Insomma...avete il lievito madre? Siete pronti? Partiamo....ci serviranno tre giorni. Io impasto a mano di buona lena ma.....voi comuni mortali (eehehehh scherzo) è meglio che abbiate un'impastatrice!


PANETTONE CASALINGO CON LIEVITO MADRE, RICETTA SORELLE SIMILI
tempo: 3 giorni
difficoltà: estenuante
per 2 panettoni da un chilo

GIORNO UNO:
-ore 17: primo rinfresco
50 grammi di lievito madre
100 grammi di farina di forza 00
50 grammi d'acqua tiepida

Impastare di buona lena per 10 minuti, formare una palla, inciderla a croce e metterla a lievitare al tiepido.

-ore 21: secondo rinfresco
100 grammi del primo rinfresco
100 grammi di farina 00
50 grammi d'acqua tiepida

Impastare 10 minuti fino a formare un cilindretto sodo e tozzo che arrotoleremo in un canovaccio ben stretto e legheremo con lo spago da cucina come fosse un arrosto. Chiudiamo il salamotto in una pendola che lo comprima un poco e lo lasciamo lì tutta la notte.

GIORNO DUE
-ore 8: primo rinfresco:
50 grammi di lievito madre (solo la parte interna che troverete nel salamotto che avete creato ieri)
100 grammi di farina 00
50 grammi di acqua tiepida

Lavorare bene 10 minuti e formare una palla che inciderete a croce e lascerete riposare in una ciotola coperta.

-ore 11: secondo rinfresco:
100 grammi del primo rinfresco
100 grammi di farina 00
50 grammi di acqua tiepida

Impastare per 10 minuti fino a formare la solita palla liscia che inciderete a croce con precisione chirurgica e metterete via fino alle

-ore 15: terzo rinfresco
100 grammi del secondo rinfresco
100 grammi di farina 00
50 grammi d'acqua

Procedete come al solito e lasciate riposare fino alle

ore 19: primo IMPASTOOOO (olèèèè!!!!)

-550 grammi di farina 00
-130 grammi di zucchero
-140 grammi di burro morbido
-220 grammi di acqua tiepida
-225 grammi del terzo rinfresco
-6 tuorli d'uovo

Mescolare i tuorli con l'acqua,  in una ciotola mescolare la farina con lo zucchero aggiungendo poi i tuorli, incorporare il lievito e lavorare per una ventina di minuti. Aggiungere pian piano il burro e incorporarlo lavorando la pasta per altri 20 minuti. Mettere l'impasto in una ciotola imburrata, coprirlo e farlo riposare tutta la notte.

TERZO GIORNO

ore 9:  secondo (e ultimo) impasto!

-270 grammi di farina 00
-350 grammi di uvetta e 150 grammi di canditi o 500 grammi di uvetta o 400 grammi di gocce di cioccolato (preferite 500? fate 500)
-140 grammi di burro morbido
-6 tuorli
-80 grammi d'acqua tiepida
-25 grammi di latte in polvere
-50 grammi di zucchero
-20 grammi di malto o miele
-5 grammi di sale
-i semi di una bacca di vaniglia

Mettete in una ciotola il latte in polvere, l'acqua , lo zucchero, il miele, i tuorli, il sale, la vaniglia e mescolare bene. Aggiungere la farina e incordare bene l'impasto. Unire il primo impasto e impastare con buona lena finchè sarà totalmente amalgamato, iniziare quindi a incorporare il burro. L'impasto dovrà essere morbido e liscio. Aggiungere uvetta et cetera, mescolare bene e dividere in due parti. Con le mani imburrate formare due palle e lasciarle riposare 20 minuti, poi con le mani sempre imburrate riprendere gli impasti, arrotolarli sempre dallo stesso verso e metterli negli stampi. Lasciare lievitare dalle 6 alle 12 ore finchè l'impasto non raggiunge il bordo dello stampo. Cuocere quindi in forno a 180 gradi per circa 40 minuti, dopodichè sfornare, infilzare i panettoni con un ferro da maglia e metterli appesi a testa in giù fra due sedie per 2 ore. Attendere 5 giorni prima di consumare.



CHRISTMAS BONANZA : I CIOCCOLATINI


Come promesso, eccomi a deliziarvi con preparazioni criminali natalizie.
Questi cioccolatini fatti in casa a caso sono piaciuti moltissimo.... credo li rifarò presto, fra un panettone e l'altro.
Non mi sono mai cimentata nella creazione di cremini stile Fiat Majani (non li conoscete? male, maaale.....)
ma credo lo farò presto, perchè secondo me sono i cioccolatini più buoni del mondo.
Intanto per cominciare ho provato con sti cioccolatini vegan e speziati, buoni per tutti (mia figlia me ne ha fregati 5), per vedere l'effetto che fa, fare i cioccolatini, chè non li avevo mai fatti.
Il dramma in questi frangenti è che non si smette più di mangiarli, che son cremini e si sciolgono in bocca, quindi li ho messi sotto una campana di vetro, sperando che il ben misero ostacolo mi serva da deterrente, se no i chili persi torneranno di corsa!

Smettiamo di pensare alla culatta, e vediamo come ho fatto sti cioccolatini buoni buoni.

CREMINI FONDENTI ALLE SPEZIE DI NATALE
tempo: 20 minuti più il raffreddamento
difficoltà: facile
per 40 cioccolatini circa

mi occorre:
-200 grammi di cioccolato fondente
-50 grammi di mandorle tritate senza buccia
-50 grammi di panna vegetale già zuccherata
-mezzo cucchiaino  di cannella, mezzo di chiodo di garofano in polvere, mezzo di zenzero e una puntina di peperoncino.

Sciogliere a bagno maria il cioccolato fatto a pezzi e mescolare finchè non è fluido, aggiungere poi  le mandorle, la panna e le spezie e mescolare finchè non diventa liscio e omogeneo. Versare la cioccolata nei pirottini o negli stampini appositi con l'aiuto di due cucchiai o della sac à poche e lasciare raffreddare per qualche ora. (4 di solito..) BUONI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


venerdì 7 dicembre 2012

DIETA PREFESTIVA DAY #21/22


Ebbene ragazzi..... lo ammetto. Iniziato dicembre sono iniziate le preparazioni frenetiche di dolci e salati. 
Questo comporta che io stia ore e ore in cucina, e di solito quando cucino, mescolo e inforno per ore non è che io abbia proprio voglia di mangiare: diciamo che mi sazio del manipolare tutto quel cibo, e di cucinarmi qualcosa non ne ho proprio voglia. 
Aggiungiamoci il virus gastrointestinale, i raffreddori, gli ospiti a cena che essendo dicembre iniziano a palesarsi..... alla dieta non ci sto più dietro. Non è che io non dimagrisca, eh, a forza di impastare panettoni.... facendomi un bel mazzo (impasto a mano) la ginnastica abbonda! Ma il più delle volte in questi giorni ai miei ho propinato riso in bianco e io mi son mangiata del prosciutto cotto dal cartoccio. 
Stasera, poi, arriva un'amica da Madrid e si sgarra: carbonara e panettone fatto in casa. 
Ieri invece, da brava madre e moglie, ai miei malaticci ho propinato crauti e salsiccia di pollo....un attentato, in pratica! Buono, però. E veloce, che i crauti venivano dalla germania in scatola, già crautizzati. Poveri i miei cari..... li trascuro per dei panettoni. 
Insomma ragazzi..... con una settimana di anticipo, oggi dichiaro conclusi i post sulla dieta. Se capiterà, fra un  panettone assassino e un altro, posterò ricette dietetiche (perchè la dieta la continuo)..... ma ormai è ora di dedicarsi ai menù natalizi!!!!!!!!!!! PRONTI?

CRAUTI CON GINEPRO E SALSICCIA DI POLLO 
 tempo:20 minuti
difficoltà: precotta!
per 4 persone

mi occorre:
-una scatola di crauti da 800 grammi
-mezzo chili di salsicce di pollo
-8 bacche di ginepro
-pepe

Fate a pezzetti le salsicce e mettetele in padella antiaderente a cuocere per 5/6 minuti, finchè non sono dorate. Aggiungete crauti e ginepro e cuocete mescolando per altri 15 minuti a fuoco medio. FATTO!!!!!!!

martedì 4 dicembre 2012

DIETA PREFESTIVA DAY #20



Ehm ehm.... il ventesimo giorno di dieta non è andato benissimo... insomma, con gli strascichi del virus qui regna l'anarchia, e ,come dicevo prima, a pranzo mentre io mangiavo del cottage cheese  mio marito e mio figlio pasteggiavano a biscotti morbidi e the caldo.
E' andata a finire che sti benedetti biscotti tanto osannati da tutti li ho assaggiati anche io (un pezzo), maledicendo me e le mie fisse di biscottificare.... ma il senso di colpa è passato in fretta, chè il freddo è diventato tangibile e da due giorni mi faccio un mazzo come un tarallo a correre qui e là, stare dietro agli infermi, fare faccende e dolcetti..... le calorie le ho bruciate.
E' quindi andata a finire, degna conclusione dell'assaggio di biscotti, che per cena ho fatto un misero tentativo di salvare la dieta esplicitatosi in un riuscitissimo esperimento di ali di pollo piccantine. Dietetiche poco (esperimento fallito) , buone molto (esperimento riuscitissimo).
Domani è un altro giorno, direbbe la Rossella, giorno in cui inizierò l'impasto del panettone con il lievito madre...e di calorie ne brucerò eccome.
Oggi, intanto, ho mangiato queste ali di pollo qua, e nel frattempo ho perso un altro chilo.

CHICKEN WINGS DI SANTA PARMIGIANA
tempo : 1 ora
difficoltà: media
per 4 persone

mi occorre:
-20 ali di pollo
-10 cucchiai di aceto bianco
-4 cucchiai di aceto balsamico
-un cucchaino di sale
-4 cucchiai di sciroppo di agave o miele di acacia
-un cucchiaino raso di peperoncino in polvere (o meglio.... a piacere: potreste pure adorare o odiare il piccante)
-50 grammi di burro fuso o margarina
-mais per panatura quanto basta (100 grammi)

Scaldate il forno a 180 gradi funzione grill, disponete le ali di pollo sulla griglia mettendo al piano di sotto una teglia coperta di carta da forno e mettete la griglia al piano alto del forno, proprio sotto il grill. Cuocete circa 20 minuti finchè le ali sono dorate e il grasso è colato "al piano di sotto".
Mescolate in una terrina capiente i rimanenti ingredienti fuorchè il mais e metteteci le ali di pollo, mescolate bene finchè le ali non si sono impregnate completamente del condimento. Lasciate riposare 20 minuti, versate il mais, scuotete bene la terrina affinchè il mais aderisca alle alette, pescatele dal contenitore e infornatele sotto al grill a 180 gradi per altri 20 minuti circa. CONTROLLATE LA COTTURA!

DELIZIE SENZA PIETA' :cakepops!


Oggi mi sono svegliata così: con questa idea in mente.
In realtà ho fatto un esperimento per i biscotti da appendere all'albero di natale perchè mi son rotta le scatole dei soliti gingerbread..... il risultato dell'esperimento è ottimo, ma troppo soffice per fare da decorazione, quindi ho ripiegato su questi popcakes (cakepops, popcakes, popbisquits...occielo!) e su dei minimuffins fatti con i pirottini dei cioccolatini.

Il risultato è inoltre stato che qui da me , alla faccia della dieta, han pranzato con thè e biscotti soffici..... porcamiseria! E IO GUARDO! (con del cottage cheese fra le mani...)
Quel che è rimasto lo decorerò con glassa e confettini, perchè questi pops sono davvero molto belli e soprattutto....buoni!
Per i biscotti da appendere all'albero mi inventerò altro.

CAKEPOPS ALLE MANDORLE, ZENZERO  E ALBUMI
tempo: 15 minuti più 10 di cottura
difficoltà: mediofacile
per 30 pops  grandi circa

mi occorre:
-80 grammi di mandorle con la buccia
-35 grammi di radice di zenzero fresca
-170 grammi di zucchero
-130 grammi di burro fuso
 -70 grammi di farina  00 o farina alternativa per celiaci in caso di necessità
-135 grammi di albume d'uovo
-30 grammi di marmellata di albicocche senza zucchero

Mettete gli ingredienti nel mixer alla massima velocità uno alla volta seguendo l'ordine che vi ho dato e triturando ogni ingrediente finemente prima di aggiungere il successivo.
Quando avrete aggiunto albume, marmellata e farina fate andare il mixer per altri 5 minuti buoni. L'impasto dovrà risultare liscio a specchio e fare nastro se lo "pescate" col cucchiaio. Preriscaldate il forno a 200 gradi, riempite le formine prescelte (quelle da pops o quelle da biscotti o gli stampi da cioccolatini ) e cuocete per 10 minuti in forno non ventilato. Quando saran freddi toglieteli dalla forma e decorate a piacere con glassa di zucchero, frosting di panna o formaggio dolce o immergendo in glassa al cioccolato.


NEL FRATTEMPO A BOLOGNA.... CHRISTMASPUDDING


Bene bene.... la prima settimana di avvento bisogna fare il Christmas Pudding.
 COME COME???NON SIAMO INGLESI?? Beh,  questo pudding è delizioso e vale la pena di farlo, inglesi o meno...ve lo assicuro!
Il fatto che sia composto quasi esclusivamente da uvetta non deve farvi desistere dall'impresa, è delizioso comunque, anche se l'uvetta non vi piace . (sta cosa che la sultanina non piaccia , poi, non la capirò mai.)
Insomma, il Christmas Pudding lo adora anche mio figlio che l'uvetta la cancellerebbe dalla faccia della terra....è delizioso.
Vi ho convinto? Bene, armatevi di pazienza e cominciate.
In realtà la lavorazione è rapidissima, è la cottura che è infinita!!!!!!!!!!!!!!!Ma verrete ripagati.

Pronti? via!

CHRISTMAS PUDDING  (FARLOCCO) DELLA SANTA
tempo: 30 minuti più 7 ore di cottura
difficoltà: facile
per due stampi da pudding da un chilo

mi occorre:
-200 grammi di burro sciolto a temperatura ambiente
-800 grammi di uvetta sultanina, o anche tre uvette diverse: sultanina, corinto, zibibbo
-175 grammi di farina
-100 grammi di mandorle tritate con la buccia
-175 grammi di pane da toast sbriciolato senza crosta
-un cucchiaio di spezie miste (chiodo di garofano in polvere, cannella in polvere, zenzero in polvere)
-un cucchiaino di noce moscata 
-700 grammi di zucchero di canna
-2 uova sbattute (o tre se son piccole)
-il succo di un limone e la buccia grattugiata
-un cucchiaio di miele 
-4 cucchiai di latte
-2 cucchiai di brandy

Imburrate gli stampi da budino. Mescolate in una ciotola tutti gli ingredienti con un cucchiaio di legno per almeno 10 minuti finchè il composto non è liscio (uvette permettendo).
Versate il composto negli stampi, impacchettate bene gli stampi usando carta da forno e spago alimentare (anche quello elastico sarà comodo!) e cuoceteli a bagnomaria in una pentola con l'acqua che copra per 2/3 lo stampo, a fuoco lento per 7 ore rabboccando l'acqua quando evapora.
A fine cottura cambiate la carta da forno, reimpacchettate il tutto e mettetelo a riposare fino a Natale!.
Prima delle feste vi darò la ricetta del Burro al Brandy con cui servire sta delizia!

lunedì 3 dicembre 2012

DIETA PREFESTIVA DAY #19


Mi piace come le ricette più semplici possano suscitare scalpore. Credo di poter affermare che qui lo scalpore lo suscita il salmone affumicato, che, sfido io, a trovare qualcuno a cui non piaccia.
Comunque...che dire..... ho la famiglia decimata dal virus gastrointestinale , il quale mi ha risparmiata lasciandomi però un vago senso di nausea e inappetenza. Per cui, per cui...oggi l'unica cosa che ho cucinato sono ste crepes qui antiscemo.
A pranzo mio figlio era a scuola e ai moribondi ho dato riso in bianco che hanno quasi solo guardato. Io nulla, che stavo combattendo contro la muffa. BEI DISCORSI PER UN BLOG DI CUCINA!
Perdonatemi, ma la giornata è andata così. Volevo iniziare a fare i biscotti di natale e anche a far lievitare il panettone con il lievito madre, ma il suddetto senso di nausea.... insomma, rimando a domani.
Stasera però.... ho preparato in 5  minuti queste crepes di crusca e le ho riempite con salmone affumicato e formaggio light tipo filadelfia. SCALPORE! Buone, si ,ma davvero ci vogliono 5 minuti.

La ricetta delle crepes ve la do e intanto...pregate che il virus non mi colga!

CREPES DI CRUSCA D'AVENA
tempo:10 minuti
difficoltà: facile
per 2 persone

mi occorre:
-3 uova intere
-50 ml di latte parzialmente scremato
-4 cucchiai di crusca d'avena
-2 cucchiai di crusca di frumento
-un pizzico di sale

Sbattete bene gli ingredienti e fateli riposare. Intanto scaldate una padella antiaderente o una creppiera e ungetela con uno scottex unto d'olio. Versate poco composto ruotanto la padella in modo da coprire tutta la superficie con uno strato sottile, cuocete per un paio di mimnuti a fuoco medio e con l'aiuto di una spatola staccate la crepe e giratela. Dopo meno di un minuto toglietela dalla padella, appoggiatela su un piatto e farcitela a piacere piegandola a triangolo. Buon appetito!